PRESS “LET THE SUN” E.P. 2012

The Marigold, trio capeggiato da Marco Campitelli, si è confermato ancora una volta come una delle realtà italiane maggiormente degne di considerazione, appare evidente la necessità di un momento in cui compiere un’ulteriore svolta alla propria vita sonora. Con simili contenuti, quella che ne viene fuori è un’ottima anticipazione di ulteriori grandi cose!
Music Mag.it
Spesso ci si perde nel ricercare all’estero band che sappiano emozionare e avvolgere con atmosfere shoegaze romantiche ed effettate, dando per escluso che in Italia non possa esserci nulla di valido in tal senso. Anche in questo lavoro c’è il supporto a livello di produzione di Amaury Cambuzat degli Ulan Bator, un artista che sa ben equilibrare il suono rendendolo scuro e profondo quanto vibrante e fisico. “Let The Sun” apre proprio nuovi spiragli di luce sul futuro del gruppo che, ci si augura, possa presto tornare con un nuovo album.
Onda Rock.it
Raro esempio autoconclusivo di ciò che un singolo sa/può essere se modulato sui chiaroscuri, se non urlato, bensì giocato su delicati equilibri male/female, nel costume aduso al leader, quello cioè di nascondere la voce sotto muri sonori, sonata per timidezza esoterica, o finezza espressiva che dir si voglia. I successivi tre brani fotografano la copiosa attività live della band, e ne rappresentano l’anima mitteleuropea, sospesa tra l’emozione della pratica e una inedita lucidità contestuale. Su tutti, vale citare lo spettro post che rimane sullo sfondo di ‘Degrees’, habitus artico dove il delay e un’articolazione cadenzata mimano il lato in ombra della vita. Nato nella consueta cospirazione tra DeAmbula e l’Acid Cobra del bardo Amaury Cambuzat, ciò che colpisce nel nuovo Marigold, si trova come al solito tra le righe, nella capacità non comune di sussumere codici antichi e inedite pulsioni, unica e vera istanza dell’arte.
Nerds Attak.it
Let the sun racchiude alcuni episodi particolarmente significativi delle tante esibizioni live tra Italia, Francia Austria e Slovenia, è l’occasione per fare il punto della situazione, ma anche per ripartire: la band infatti propone sonorità non immediate, tra dilatazioni strumentali e psichedelia. I Marigold si sono lentamente ritagliati un loro seguito, e questo è sicuramente più importante del gradimento della critica -mai mancato- ma non sufficiente per raggiungere quella credibilità che il gruppo abruzzese oggi può vantare, forte anche dell’oculata produzione discografica di DeAmbula che vanta al proprio arco frecce come Amauri Cambuzat e Pineda.

Asap.fanzine.it

Quattro pezzi suggestivi, cupi. Un ep che si apre con Let The sun, brano in cui la voce di Marco Campitelli si muove in sintonia con quella di Alessandra Gismondi dei Pitch. Una melodia romantica, suggestiva, che fa immergere in un’atmosfera quasi sognante.
Lost highways.it
Marigold were born in 1998 but went through a lot of changes in their line-up and sound. They finally found their path playing rock with a touch of dark and shoegaze, krautrock and post rock.
After many gigs and contributions to compilations, in 2004 they released their debut album Divisional; in 2007 they put out Erotomania, produced by Amaury Cambuzat (former Ulan Bator) and promoted it playing in Italy, France, Austria and Slovenia. The following album called Tajga was released in 2009 and then republished in 2012 with the addition of an ep called Let The Sun.
Rockstars wanted
“Let the Sun” è l’E.P. dei The Marigold, crocevia di una strada tutta in ascesa. L’aspetto interessante di questo Ep è proprio il voler tracciare una linea di accordo fra il passato ed il futuro della band…Non vi è dubbio che tutto torna ed il quadro è chiaro, i The Marigold con quest’operazione rimarcano il loro territorio e a colpi di feedback amplificano la certezza di essere una realtà consolidata e non la solita band in cerca di fortuna. Saltinaria.it
“Let the sun EP” rappresenta un eloquente manifesto dell’estro compositivo dei Marigold: quattro brani che attraggono  irrimediabilmente. Viva Low Cost.com

Let The Sun EP è il nuovo alito di questa band, quattro tracce di brividi shoegazer darkness, noise e tocchi emaciati di goth che sono la vitalità interiore di questa ottima formazione, di questa realtà che del fascino dell’alienazione e delle avventure ai confini dell’oscuro ne hanno fatto la “ragione asociale” delle loro trasmissioni soniche. Shiver Webzine.com
Let the Sun sarà per la novità, sarà per la bellezza riesce a cambiare la stagione del mio umore mettendolo a proprio agio con la persona che effettivamente vorrei essere, non afferro mai il vortice delle chitarre, le voci si mischiano in un mix di dolore e piacere. Tanti sussurri scavano solchi indescrivibili. Poesia del genere. Ritmica forsennata. Lo spessore che divide i The Marigold dalle altre band inizia ad alzarsi parecchio, niente è per caso, alla fine tutti i nodi vengono inevitabilmente al pettine. Un Requiem dark inneggiante alla musica “sincera” dove i The Marigold giocano un ruolo fondamentale tra sacro e profano.                                                                                                                                               RockAmbula.com
Con Let The Sun si arriva a due conclusioni: la prima è che i Marigold sono uno dei gruppi più interessanti del panorama underground italiano, e la seconda è che la loro dimensione ideale è il live. Le loro esibizioni dal vivo sono altamente emotive: tensione, rabbia e sofferenza sono il loro letale mix.
RockShock – Alessio Morrone
L’E.P. vede l’omonimo “Let The Sun” come unico inedito, che gode della preziosa partecipazione della Pitch leader Alessandra Gismondi. Il brano spazia su più fronti: (molto riflessivo e pacato), fin ad arrivare ad un esplosione new wave. Nulla di acre o pungente, ma un brano che ci conduce alla scoperta dei veri Marigold, gli animali da palco delle successive tracce live. Qui si apprezza tutta lo loro cultura del noise e del kraut, un trionfo di effetti, rumori e disturbi.Un cerimoniale che non vede incensi, candele o liturgie, ma noise allo stato puro, riff krautrock e corpose atmosfere shoegaze…
Osservatori Esterni

interviews |

Abbiamo intervistato Marco Campitelli, fondatore dei The Marigold. Il gruppo ha recentemente rilasciato Let The Sun, il suo primo EP, a distanza di 3 anni dal secondo album Tajga. Oltre allo shoegaze della traccia inedita omonima, l’EP contiene 3 tracce dal vivo a testimonianza dell’intensa attività live degli ultimi anni. In questa intervista, Marco ci svela i retroscena di Let The Sun ed i progetti futuri della band abruzzese.

intervista su Rock Shock.It >>> clicca qui

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intervista su Lost Highways.it >>> Sono un nostalgico artigiano nel campo musicale…

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