PRESS “TAJGA” 2009

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SALTINARIA.IT —> www.saltinaria.it
“Un viaggio idilliaco e trionfale verso il buio, il nulla.”

ONDALTERNATIVA.IT —> www.ondalternativa.it
“Tajga sembra dover diventare di prepotenza uno dei migliori dischi del 2009…un album inquieto, inquietante, cupo a tratti ma incredibilmente bello.”

ROCKOL.IT —> www.rockol.it
“Il sound dei Marigold colpisce per la struttura densa, ma allo stesso tempo coesa e decisa”

LOST HIGHWAYS.IT —> www.losthighways.it
“Dal punto di vista artistico, probabilmente questo è il più grande pregio che l’album offre: la musica trasmette, emoziona, entra nel profondo”

JESUS SMILE.IT —> www.jesusmile.it
“Quello del trio abruzzese è uno stile fatto di dettagli, che tiene sotto controllo l’emotività, fino al punto di rottura…i testi sono un esempio di minimalismo crudele, parole che puoi anche già sapere, ma devi ascoltare (Sin). Essenziale ed autorevole la tensione che sale nei silenzi, quel respiro che arranca senza arrendersi, in cui si riconoscono l’orgoglio e l’amarezza, il rancore e la compassione, la speranza e la paura di ogni singola nota (Tajga, Degrees)…Come la migliore delle sostanze lisergiche, distorce la percezione della realtà, viaggi verso non-luoghi”

REVOLVING DOORS.IT —> www.revolvingdoors.it
“ecco che la rivelazione di fine 2009 sarà certamente il nuovo Tajga…Un album trasognante…tra riverberi di note e un scintillio corale ed effettato di voci sognanti…Splendida teatralità sensoriale!”

ONDA ROCK.IT —> www.ondarock.it
“Ritornano gli abruzzesi Marigold, tra i più orgogliosi alfieri del rock indipendente italico…Sono tali significativi sviluppi dello stile dei Marigold, uniti a una percettibile maturazione in termini di scrittura ed elaborazione dei brani, a fare di “Tajga” un lavoro meritevole di interesse, che allarga notevolmente il raggio d’azione della formazione abruzzese, adesso ormai quasi del tutto affrancata da asfittici rimandi post-noise, in favore di un’ispirazione ben più articolata.”

MELTINPOTWEB.COM —> www.meltinpotweb.com
“Chi cerca viaggi mentali e esperienze alienanti probabilmente impazzirà per questo disco…”

THE SHIP MAGAZIONE.COM —> www.theshipmagazine.com
“il cd ti rapisce, ti porta letteralmente lontano, i suoi suoni avvolgenti ti staccano dalla realtà, ti senti immerso dentro un vortice di timbri…”

DIEZEITGEIST.IT —> www.diezeitgeist.it
“Tajga suona lontano: sembra quasi emergere da una dimensione parallela filtrato da un leggero riverbero molto costante”

NERDS ATTACK.NET —> www.nerdsattack.net
“…il sound della band evoca atmosfere cupe e sussurrate spaziando dallo shoegaze alla new wave…Oscuro quindi, intimo, denso, profondo, da ascoltare con attenzione e con la voglia di lasciarsi trasportare dalla musica e accarezzare dalle parole verso un abisso profondo in cui poter evadere”

HATE TV.IT —> www.hatetv.it
“Messo il disco nel lettore la sorpresa invece è grande: al primo ascolto le meningi si perdono in spazi bianchi e sterminati spazzati dal vento, tensione emotiva e urla, sinfonie dilatate, post-rock e shoegaze legati da melodie oscure come la colonna sonora della prigionia di Dostoevskij. Ma soprattutto urla.”

INDIE FOR BUNNIES.COM —> www.indieforbunnies.com
“…album immateriale e spirituale…Insomma sembra proprio chei Marigold abbiano cercato con tutte e le forze se stessi e infine si siano trovati, in questo bosco dei ricordi dove risuonano chitarre ectoplasmiche, iperdilatate e minimalistiche, melodie nebbiose, sconsolati, persistenti sussurri che possono diventare lamenti e battiti essenziali.”

ULTRA SONICA.IT —> www.ultrasonica.it
“…maturità sonora e compositiva. A guardargli le spalle Amaury Cambuzat…Non è facile in questo periodo riuscire a colpire la mia fantasia musicale e a convincermi della validità di un disco, ma brani come ‘Swallow’ da soli riescono a trascinarmi via dal piatto paesaggio che trovo in molte nuove produzioni. Complimenti al terzetto…”

MUSIC MAP.IT —> www.musicmap.it
“…”Tajga”, terzo disco della band, prodotto nuovamente dall’ormai fidato Amaury Cambuzat e con la partecipazione di Daniele Carretti (Magpie, OfflagaDiscoPax)”

OUTUNE.NET —> www.outune.net
“…i Marigold riescono dove, molto facilmente, si fallisce: la loro musica è palpabile, concreta, esce dalle casse e riempie di nebbia la stanza, ci avvolge, non ci fa scappare….Assediati dai suoni…”

MUSICAL NEWS.COM —> www.musicalnews.com
“…i Marigold rimangono un gruppo di alto livello, se non ci credete vedeteli dal vivo. Spaccano!”

BABYLON BUS.ORG —> www.babylonbus.org
“I Marigold si presentano al pubblico con un nuovo album coraggioso e sorprendente…questo progetto musicale che si allontana dalle solite sonorità trite e ritrite…Tutto succede però in maniera lontana dagli standard”
+ interview on BABYLON BUS.ORG —> www.babylonbus.org

ASAP FANZINE.IT (Archives: Agosto 2009) —> www.asapfanzine.it
“Il disco si apre con Example de violence, cupissima, poi Tundra, la mia preferita, la più post-rock dove ancora una volta c’è il gioco solista-cori che crea immateriali visioni oniriche, come se stessimo osservando i colori in movimento di un’aurora boreale…Sin, un pezzo orecchiabile con un sapiente uso della voce, rappresenta un altro episodio assai convincente di questo ottimo disco, che certifica un importante allungo della band che nel cuore della Tajga sa avvolgere e stordire con una musica che difficilmente lascia indifferenti.”

LOUD VISION.IT —> www.loudvision.it
“Il terzo capitolo dei Marigold è un disco inquieto ed oscuro che tocca nel profondo e riesce ad emozionare l’ascoltatore. La cura maniacale degli arrangiamenti, il sound denso e volutamente algido fanno di “Tajga” uno dei migliori dischi apparsi quest’anno, e dei Marigold una delle più belle sorprese della scena musicale italiana”

IL MUCCHIO.IT (Fuori dal Mucchio) —> www.ilmucchio.it
“I Marigold riescono nell’impresa … si abbandonano agli spazi sconfinati battuti dal vento di “Tajga”. Per farlo si avvalgono ancora della produzione di Amaury Cambuzat (Ulan Bator) e dell’apporto shoegaze di Daniele Carretti, maestro in questo genere di sonorità non tanto negli Offlaga Disco Pax quanto con i suoi Magpie…Chitarre trasognate e scure poggiano su un basso essenziale e una batteria rallentata quasi post-rock, in quarantacinque minuti ripartiti più o meno equamente tra nove tracce cariche di tensione atmosferica e territori ostili, nove pezzi che aderiscono alla perfezione al titolo dato all’album.

ROCK SHOCK.IT —> www.rockshock.it
“Tajga è uno di quei dischi dove l’atmosfera generale prevarica sui singoli brani, dando un’idea di compattezza e di continuità…Una sorta di viaggio mentale all’interno di un immaginario fatto di foreste nebbiose, fiumi difficili da guadare e tramonti sulle gelide acque dei mari del nord…Consigliato agli animi particolarmente malinconici e tutti quelli con una sana propensione alla meditazione in solitudine.

MESCALINA.IT —> http://www.mescalina.it/
“Figli illegittimi del profeta del post-rock francese Amaury Cambuzat e dei suoi Ulan Bator, gli italiani Marigold si affidano nuovamente all’estro produttivo del profeta Cambuzat per la realizzazione di ´Tajga´, pubblicato per la giovane etichetta Acid Cobra Rec….Un trasporto naturale nelle cavità più intime dell’alienazione umana, un viaggio surreale attraverso i sentieri più oscuri dell’animo umano …capaci di spingersi nell’animo fino a commuoverti…Magnetico e ossessivo, il sound del trio abruzzese… E solo alla fine del viaggio possiamo così riacquistare i sensi e destarci finalmente dal sogno.
Un disco che mescola al classico atteggiamento post-rock, influenze di new wave, psichedelia e shoegaze, meritevole di essere ascoltato dalla prima all’ultima nota.

SENTIRE ASCOLTARE.COM —> http://www.sentireascoltare.com/
“E’ l’osservazione la chiave di lettura per questo terzo disco dei Marigold…Quel liquefarsi tra un post-rock dagli accenti dark (Exemple De Violence)…quel misurare la temperatura dell’attenzione tra tribalismi invernali ai confini con l’industrial (Eleven Years) e una wave narcotica (Sin); quel farsi cullare da pianoforti sognanti (Degrees) e spaccati strumentali psichedelici (Novole). Chi suona è preparato e sa esattamente quali tasti premere per risvegliare certi microclimi emozionali, tanto da chiamare Amaury Cambuzat (Ulan Bator) a ricoprire il ruolo di produttore…suoni di una tale ricercatezza non si sentono tutti i giorni.

AUDIODROME.IT —> http://www.audiodrome.it
“…ogni pezzo rimane ancorato all’immaginario sonoro post-rock, sviluppandosi e trovando approdi a lidi più hard-wave, spesso squassati da un’algida coltre di ghiaccio musicale che ben si adatta ai paesaggi evocati dal titolo.

BLOW UP (Mogli e Buoi)
Un occhio di riguardo per “tajga” degli abruzzesi The Marigold, release prodotta da Amaury Cambuzat e pubblicata da DeAmbula Records e I dischi del Minollo, ingeminazione coi Magpie di Daniele Carretti che vi collabora: cold wave buia e sensuale che ha in Tundra un episodio relativamente poppy alla Jesus & Mary Chain. Se Degrees avesse natura folk sarebbe sadcore…“

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